mercoledì 2 luglio 2014

EDITORIALE 15


Fate & demoni

[Editoriale a cura di Marco Redaelli]




                1. Jack-in-the-box (episodio 7)

Ah, le fate!
E gli elfi, e i folletti, e i doppelganger, e tutti quegli esseri ed esserini che provengono dalle fiabe e dal folklore popolare. Fra le creature fantastiche sono quelle che mi interessano di più: entità di puro caos e magia, ingabbiate da patti e regole tanto stretti!
Sì, un racconto sulle fate sarebbe stato decisamente nelle mie corde. Quel genere di racconti si presta benissimo al tema dell’infanzia, perciò mi è parso naturale cogliere l'occasione per presentarvi il piccolo Jack e il suo primo contatto con il sovrannaturale. Il racconto risponde essenzialmente a una domanda: chi era Jack prima di essere Jack?
La leggenda del bambino scambiato dalle fate è pressoché universale, e ho pensato che anche io potessi darne una mia interpretazione. Ma un moccioso rugoso raramente è un buon antagonista; a me sarebbe piuttosto servito qualcosa di bellissimo e spaventoso come solo le fate possono essere. Nel mio romanzo di fate di prossima uscita (TM) parlo di una Regina Bianca e di una Strega Nera: una Dama Grigia mi era parsa quindi un cattivo appropriato.
“Jack-in-the-box” è stata un’occasione per parlare di responsabilità (la scatola che non fa respirare il nostro eroe), e di come il senso del dovere sia tanto importante per Jack, e infine di quanto in realtà desideri solo un luogo per riposare e per scrollarsi la fatica di dosso. Penso che fra i quattro che ho scritto questo sia il più personale, e senza dubbio anche il mio preferito.


                2. Jack O'Lantern (episodio 15)

Per il penultimo racconto Stefano, simpatico come un assistente professore a un esame orale, mi ha assegnato il compito di “parlare dell’essenza più pura di Jack”. Bruscolini, insomma. Per un obiettivo del genere ho pensato fosse appropriato un racconto-trip mentale in un luogo in cui Jack potesse lasciarsi se stesso alle spalle e scoprire cosa realmente desiderasse.
Usare Baphomet come antagonista mi sembrava la scelta ideale. L’ultimo racconto avrebbe parlato di altro, e non mi piace lasciare sottotrame in sospeso. E poi è un accidenti di diavolo potentissimo, scriverne mi fa sempre piacere.
Lentamente la storia prendeva forma: Jack viene messo alla prova per recuperare la sua anima. Mi sono accordato con Riccardo Calandra per fare in modo che Hurt avesse una motivazione per raggiungere il Mare Astrale, in modo da poter fargli fare un trip allucinogeno in tutta calma e serenità (l'anima di Lucy). Poi Stefano mi ha parlato della teiera.
Correggendo un racconto mentre pensava ad altro (signorine ignude, probabilmente), gli è capitato di cancellare una frase perfettamente sensata e inserita nel contesto per sostituirla con “Ricordati della teiera”. Nel mezzo della conseguente epifania ha insistito perché io mettessi nel mio racconto una teiera, che sarebbe dovuta essere la chiave di risoluzione dell'intera storia. Anzi, la chiave di tutto: di tutto l'universo di Jack. Così, di botto.
Come avrete capito, Stefano è completamente pazzo.
Mi sono arrovellato per giorni su questa storia della teiera, cercando di cacciarla a forza nel racconto. Nulla. Avrei voluto spaccarla, quella teiera. E da qui l’illuminazione: teiere rotte, teiere da riparare. Il padre antiquario. Una serie di prove al termine delle quali Jack riottiene indietro la propria anima, magari buttandoci dentro un paio di riferimenti biblici. La storia era quasi pronta.
L’idea per il finale è nata ancor prima del resto della trama. Non potevo lasciarmi sfuggire la possibilità di citare la leggenda di Jack O’Lantern, uno spunto che sarà interessantissimo affrontare anche per eventuali episodi futuri.

Con questo io finisco. Vi lascio ricordandovi che il prossimo racconto sarà IL FINALE DI STAGIONE di Jack Hurt (mica cotiche): non mancate!

2 commenti:

  1. "Correggendo un racconto mentre pensava ad altro (signorine ignude, probabilmente), gli è capitato di cancellare una frase perfettamente sensata e inserita nel contesto per sostituirla con “Ricordati della teiera”. Nel mezzo della conseguente epifania ha insistito perché io mettessi nel mio racconto una teiera, che sarebbe dovuta essere la chiave di risoluzione dell'intera storia. Anzi, la chiave di tutto: di tutto l'universo di Jack. Così, di botto.
    Come avrete capito, Stefano è completamente pazzo."
    Mi ha fatto pisciare dal ridere per mezz'ora!!!! xD Siete dei grandi!! xD

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    1. Fa ridere perché è vero, è andata proprio così!

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